Sono molto importanti per la ricostruzione delle origini letterarie le forme comunicative che presuppongono l'uso della scrittura ma non possono essere fatte rientrare nella letteratura; danno testimonianza di diffusione della scrittura e alfabetizzazione nella Roma antica.
I più antichi ritrovamenti in lingua latina sono costituiti da iscrizioni su pietra o bronzo, come la cosiddetta Cista Ficoroni, un vaso cilindrico di bronzo, trovato a Preneste nel 1738. Sul suo coperchio è incisa la seguente iscrizione, con il nome della committente e dell'artefice: DINDIA MACOLNIA FILEA DEDIT / NOVIOS PLAVTIOS MED ROMAI FECID. In latino classico: Dindia Macolnia filiae dedit; Novius Plautius me Romae fecit > Dindia Macolnia [mi] diede alla figlia / Novio Plauzio mi fece a Roma.
Si vede quindi che l'uso della scrittura era legato in origine a momenti della vita pratica, ma successivamente, diventerà necessaria anche, a livello ufficiale, per la registrazione di leggi e trattati internazioni.
I più antichi ritrovamenti in lingua latina sono costituiti da iscrizioni su pietra o bronzo, come la cosiddetta Cista Ficoroni, un vaso cilindrico di bronzo, trovato a Preneste nel 1738. Sul suo coperchio è incisa la seguente iscrizione, con il nome della committente e dell'artefice: DINDIA MACOLNIA FILEA DEDIT / NOVIOS PLAVTIOS MED ROMAI FECID. In latino classico: Dindia Macolnia filiae dedit; Novius Plautius me Romae fecit > Dindia Macolnia [mi] diede alla figlia / Novio Plauzio mi fece a Roma.
Si vede quindi che l'uso della scrittura era legato in origine a momenti della vita pratica, ma successivamente, diventerà necessaria anche, a livello ufficiale, per la registrazione di leggi e trattati internazioni.
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