De agricultura, 143, 1-3
[1] Cura che la fattoressa attenda ai suoi doveri; se il padrone te l'ha data in moglie, sii contento di lei, fa' sì che ella ti rispetti. Non sia troppo amante del lusso. Frequenti il meno possibile le vicine o altre donne e non le riceva né in casa né presso di sé; non vada a pranzo fuori da nessuna parte, non sia bighellona. Non faccia sacrifici agli dèi e non incarichi nessuno di farne in sua vece senz'ordine del padrone o della padrona; ricordi che i sacrifici li fa il padrone a nome di tutti i suoi. [2] Sia pulita; tenga la fattoria ben spazzata e linda; tenga il focolare ben pulito spazzandolo tutto all'intorno ogni giorno prima di andare a dormire. Alle Calende, alle Idi, alle None, inoltre nei giorni di festa collochi in una corona sul focolare e negli stessi giorni faccia un'offerta al Lare familiare, in proporzione alle disponibilità. Abbia cura d itenere sempre pronto il cibo per te e per tutti i servi di casa. [3] Abbia molte galline e abbondanza di uova; abbia in dispensa pere secche, sorbe, fichi, uva passa, sorbe sotto sapa, pere, grappoli d'uva in giara, piccole cotogne, grappoli d'uva conservati in vinaccia e in orci, interrati, e noci prenestine fresche converservate in vaso, interrate; abbia infine diligentemente in provvista ogni anno mele scanziane in dogli e altre specie di mele adatte alla conservazione e anche specie selvatiche. Sappia preparare farina buona e semola fine.