Latino: Ennio

Ennio

Il contenuto di questo post è ancora incompleto, verrà a breve aggiornato.
La vita
Nacque a Rudiae nel 239 a.C., nella zona più a sud della Puglia chiamata Calabria dai Romani.
Come molti letterati e poeti dell'età arcaica, anch'egli non era di origine latina. Proveniva da una zona fortemente grecizzata, probabilmente si formò a Taranto e giunse a Roma (nel 204 a.C. - quasi settantanni anni dopo la venuta di Andronico) in età matura, secondo la tradizione accompagnato da Catone, che all'epoca era questore in Sicilia e in Africa. A Roma svolge attività di insegnante, ma si afferma presto come autore di opere teatrali, soprattutto tragedie.
Nel 189-187 accompagna il generale romano Marco Fulvio Nobiliore in Grecia, dovendo celebrare ne suoi versi la campagna militare che culmina nella battaglia di Ambracia. A questa vittoria dedica l'Ambracia tragedia probabilmente praetexta.
Muore a Roma nel 169 a.C.

Le opere teatrali
Tragedie:
- Ambracia
- Andromacha Aechmalotis
- Sabinae


Gli Annales
Sono il primo poema epico latino scritto in esametri, narravano la storia di Roma dalle origini fino ai tempi del poeta, in 18 libri: ne restano 437 frammenti, per un totale di 600 versi. Il titolo Annales richiama le raccolte degli Annales Maximi, le pubbliche registrazioni di eventi che i pontefici massimi, redigevano anno per anno. Così, anche l'opera di Ennio era condotta secondo un ordine cronologico progressivo, senza stacchi. Non si deve pensare però che egli trattasse tutti i periodi con lo stesso ritmo e la stessa concentrazione. Infatti preferisce più che altro narrare e soffermarsi sui particolari esclusivamente degli eventi bellici, questo perché la guerra è l'attività in cui si mostra la grande virtù romana.

Riassunto degli Annales
I-III: Dopo un ampio proemio si narrava la venuta di Enea in Italia, la storia della fondazione di Roma, con le drammatiche avventure di Romolo e Remo, e il periodo dei re;
IV-VI: le guerre contro i popoli italici e contro Pirro;
VII-X: le guerre puniche, di cui la prima già narrata da Nevio, era molto sacrificata; la seconda riceveva invece grande risalto;
X-XVI: le campagne in Grecia e in Siria, successive alla vittoria su Annibale, e nel libro XV il trionfo di Marco Fulvio Nobiliore sugli Etoli;
XVI-XVIII: le campagne militari più recenti, forse sino alla data di morte del poeta (169 a.C.)


La produzione minore
Gli è stata attestata una larga varietà di opere minori, delle quali bisogna accennare perché molte di esse hanno avuto un seguito nella letteratura latina.
Gli Hedyphagètica (<<Il mangiar bene>>), se come si crede furono scritti prima degli Annales, si possono definire come la prima opera latina scritta in esametri a noi attestata. Erano un'opera didascalica sulla gastronomia, ispirata a un poemetto del greco Archestrato di Gela. Per il verso solenne che Ennio aveva scelto (quello di Omero), il testo era quasi sicuramente di carattere parodico. Se così fosse, gli Hedyphagètica avrebbero molta affinità con un'altra opera di Ennio, le Saturae, primo esempio di un genere che avrà molta fortuna nella poesia latina.
Altri testi si possono raggruppare per il loro carattere filosofeggiante: l'Euhèmerus era una narrazione che divulgava il pensiero di Evemero da Messina; l'Epicharmus, scritto in settenari trocaici, si richiamava alle riflessioni del poeta comico Epicarmo.