Latino: Tacito

Tacito


Biografia
Le notizie sulla biografia di Tacito sono poche. Sappiamo che nacque probabilmente a Terni (in suo onore oggi la famosa Piazza Tacito). Nelle sue opere non riesce a nascondere l’antipatia per il potere e per gli ebrei; si delinea il suo pessimismo storico e l’ostilità nei confronti dei potenti (i Flavi, in particolare Domiziano di cui era segretario). Tacito fa lo scavo psicologico dei personaggi. La storia è un processo di analisi morale, un mezzo per valutare i mutamenti, le deformazioni a cui l’animo umano va soggetto sotto l’influenza degli eventi esterni e a circostanze straordinarie. Tacito storico può essere definito il baluardo della libertà e il fustigatore dei tiranni. Lo stile tacitiano è veloce e incalzante, le frasi sono brevi, coincide con i suoi stati d’animo (brevitas, obscuritas). Comincia a scrivere dopo la morte di Domiziano, parlerà in differita dei precedenti tiranni. Appartenne alla classe equestre, il suo cursus honorum comprende consolato e proconsolato, tra l’87 e l’89 sotto Nerva e Traiano. La nequitia temporum è la sua maestra. Si rammarica di non poter scrivere delle grandi guerre e di vicende importanti: egli potrà infatti scrivere solo dei rumores (i pettegolezzi di corte).
Visse forse 70 anni.



L’Agricola e la Germania costituiscono le sue opere minori. Queste due opere ci offrono un’anteprima del Tacito maggiore, ma in esse già vediamo la passione per la ricerca, un dosato moralismo, un giusto senso politico che con massima obiettività non guarda tra vincitori e vinti, ma al vero storico.

Opere maggiori
L’Historiae e gli Annales costituiscono le opere maggiori.


Dialogus de oratoribus
Nel Dialogus de oratoribus, come nelle altre opere, si manifesta il problema dell’autenticità per la sua somiglianza allo stile ciceroniano della scuola di Quintiliano, ma è sicuramente un’opera del primo Tacito, ancora con forme classicheggianti. E’ uno scritto in forma di disputa, sul perché della decadenza dell’eloquenza e pare che tutti concordino nella mancanza di libertà politica. Le lotte, le dispute politiche stimolano l’eloquenza [es. Cicerone: Catilina, lotte civili] che la pax romana ha addormentato e instupidito. Infine Tacito per bocca di Curzio Materno, conclude che questo è un prezzo che bisogna pagare (l’ignoranza) per la pace e la sicurezza interna, che purtroppo possono essere presenti solo in un governo assolutistico e autoritario.

Metodo annalistico
Il metodo annalistico segue la contemporanea trattazione degli eventi verificatisi in un anno. Ciò comporta l’interruzione e la ripresa della narrazione per i fatti che abbracciano un arco di tempo superiore ad un anno. Tacito analizza fatti nudi e crudi ed è inutile cercare leggi storiche nel suo pensiero; non è un filosofo per cui i suoi pensieri non possono considerarsi in un sistema, oscilla tra concetti inconciliabili di autorità e libertà, tra fede e scetticismo. Ha la speranza del trionfo del bene, e la constatazione del trionfo del male.
Non ha la religiosità di Erodoto (storico greco) che postula l’intervento decisivo della divinità sulle vicende umane, e in generale dei greci.
Non ha la fede di Tito Livio, che auspica il sistema del <<divide et impera>> per il governo di Roma.